Testi tratti dall'edizione speciale de "Il Campanone" mensile locale fondato nel 1972.
Gli inizi
Nel 1903 don Angelo Fortuna, curato della Parrocchia di Santo Stefano, allestì per la prima volta una "Processione di Cristo Morto" che diventò in breve tempo il culmine delle cerimonie religiose della Settimana Santa. La "Processione" sfilava per le vie del paese e tutta la popolazione vi partecipava. Un gruppo di ragazze, le "Canterine", cantava un inno ("Stava Maria dolente…") accompagnate dalla banda musicale, più dietro i "Fratelloni" delle quattro confraternite di Valmontone cantavano con voce profonda lo "Stabat Mater". Essi avanzavano senza le insegne che li contraddistinguevano, col cappuccio calato sulle spalle e le lanterne in mano, nelle loro lunghe tuniche rosse (quelli del Sacramento), marroni (delle Stimmate di San Francesco), bianche e nere (del Suffragio), bianche (del Gonfalone). Le fanciulle che il Lunedì Santo avevano fatto la prima comunione sorreggevano dei vassoi sui quali erano stati messi gli strumenti della Passione, in numero doppio: le torce dell'arresto di Gesù nell'orto degli Ulivi; la tunica bianca che Erode aveva dato a Gesù e quella rossa messagli dai soldati romani in segno di scherno, la colonna della flagellazione, i flagelli, la corona di spine, i chiodi, il martello, le funi, i dadi; c'era anche la lancia che aveva aperto il costato di Cristo, la canna con infilzata una spugna e per ultimo un angelo che portava l'"amaro calice". Le ragazze più grandi portavano in mano un fazzoletto listato a lutto. Iniziava la sfilata dei personaggi storici preceduti a un angelo che portava un cartello con la scritta latina riguardante il personaggio stesso. La Samaritana con un'anfora sulla spalla, Giuda con una corda al collo ed il sacchetto con i 30 denari in mano, Barabba, Pilato e la sua ancella che reggeva il catino in cui egli si eralavato le mani, San Pietro e la portinaia col gallo che aveva scandito il tradimento, la Maddalena, le Tre Marie con il volto coperto, la Veronica con il sudario, un centurione a cavallo seguito da una mezza dozzina di pretoriani. Infine il Cireneo caricato della Croce e con ai piedi una catena che, strisciando sul selciato tra il silenzio generale suscitava brividi di commozione tra gli spettatori. Seguiva la pesantissima statua del Cristo Morto, adagiata in un catafalco da cui pendevano drappi neri. Sommersa di fiori, portata a spalla da uomini nei loro abiti migliori e scortata da paggetti in abito seicentesco. Il corteo era chiuso dalla statua della Madonna Addolorata e dallo stuolo dei fedeli valmontonesi.
La Sacra Rappresentazione
Per quasi cinquant'anni la "Processione" divenne un punto fermo della vita religiosa di Valmontone. I successori del curato Fortuna, don Metello Livignani e don Angelo Margiotti, aiutati da alcuni volenterosi, le apportarono qualche miglioramento esteriore, ma lo spirito restò sempre lo stesso, era un tale privilegio per i giovani che vi partecipavano che non esitavano a pagaare una somma per prendervi parte. La "processione" si trasformò in Sacra Rappresentazione nel momento in cui un gruppo di amici dopo aver visto la manifestazione di Sezze Romano, vollero provare ad attuarne una nel loro paese. Nel 1950 si formò il primo comitato, composto di circa 70-80 persone. Il Venerdì Santo del 1951, dopo lunghi mesi di prove, svoltesi nel Palazzo Doria e nella villa del Marchese Bisleri, vide la prima rappresentazione che riscosse un notevole successo, nonostante qualche scetticismo dei nostalgici della "Processione". I quadri che venivano rappresentati erano molto meno numerosi di quelli attuali, si sfruttarono i costumi della "Processione" e fu acquistata una statua nuova del Cristo Morto. Il successo riscosso da questa nuova "rappresentazione" fece sì che l'anno successivo arrivò a filmare gli attori la "Settimana INCOM", il cinegiornale che in quegli anni faceva le veci della TV non ancora nata, e una troupe della Twentieth Century Fox.
Gli sviluppi fino ad oggi
Con il passare degli anni migliorava sia la qualità che la quantità: furono migliorati ed aggiunti alcuni quadri (Caino e Abele, la Tentazione nel deserto, la disperazione di Giuda); si fecero più affollate e spettacolari le scene di massa (Giovanni Battista, la Turba, i Pretoriani) che sono fra le più apprezzate dagli spettatori. I quali, d'altra parte, diventavano sempre più numerosi per il crescente afflusso di turisti provenienti dai paesi limitrofi e anche da quelli più lontani. Nel 1987 la Sacra Rappresentazione presenta una novità assoluta: la manifestazione si svolge al coperto. Il copione è stato radicalmente rivisto e aggiornato: dal punto di vista biblico è stata focalizzata l'attenzione sul Nuovo testamentoed in particolare sulla Passione di Cristo. Nel settembre del 1989, essendo Valmontone gemellata con la cittadina spagnola di Benifayò nella provincia valenciana, oltre 200 valmontonesi hanno portato la Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo in Spagna. Dal 1994 la Sacra Rappresentazione viene rappresentata nello splendido scenario del Centro Storico dove vengono posizionate tribune per il pubblico e palchi per la recitazione. Nell'edizione del 2000 vengono reintrodotti quadri del Vecchio Testamento e la manifestazione viene ripresa completamente dalla troupe di Stream e mandata in onda il giorno del Venerdì Santo sull'emittente televisiva satellitare Team TV. In occasione del centenario (2003) la Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo si è svolta nelle vie del paese riprendendo la tradizione della Processione del Cristo Morto coniugandola alla rappresentazione più di stampo teatrale. Nel 2008 la manifestazione è stata nuovamente ospitata dalla città spagnola di Benifayò ottenendo uno strepitoso successo. L'attuale edizione si svilupperà nello splendido scenario di piazza Umberto Pilozzi nel centro storico della Città.